Su Sblinda.com, quelle poche volte che scrivo, tratto argomenti più leggeri, ma stavolta vorrei parlare di una situazione più complessa, cioè del nostro paese che si dimostra il “paese delle merendine“:
- in cui si dimentica troppo facilmente…
- in cui basta un attimo di distrazione e si dà più risalto ad un giocatore come Adriano che decide di prendersi una pausa perchè non si diverte più a giocare a calcio (uh poverino!) piuttosto che ai 1.000 altri problemi che ci sono nel mondo… (lo so non c’entra niente, ma non sono riuscito a trattenermi!!!!)
- in cui un terremoto diventa l’occasione giusta per i politici, con le lacrime di coccodrillo, per fare passerelle mediatiche in luoghi di tragedie…
- in cui la Lega ricatta il governo e fa in modo che 400 milioni di euro vengano buttati nel cesso.
La Lega, oggi, qualora fosse stato approvato l’election day (accorpamento di elezioni europee, amministrative e referendum) avrebbe fatto cadere il governo.
Come tutti sanno, con l’accorpamento ci sarebbe stato un risparmio di risorse da poter destinare alla ricostruzione dell’Abruzzo… giusto 400 milioni di euro, poco meno della metà del denaro necessario a questa regione per iniziare a rimettersi in piedi!
Questo è il punto di vista del Presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia che ha detto: “Prima di parlare di un aumento delle tasse per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto vorrei vedere uno sforzo vero per la riduzione della spesa pubblica improduttiva: non accettiamo che si decida di non accorpare la data delle elezioni e del referendum spendendo 400 milioni dei cittadini. Si tratta di una cosa assolutamente inaccettabile”.
Ed ecco le parole del leader del Pd Dario Franceschini: “Gli italiani devono sapere che pagheranno inutilmente centinaia di milioni di euro in un momento in cui tutte le risorse del Paese servirebbero all’emergenza in Abruzzo e a fronteggiare la crisi economica. Questo è il costo della scelta di non fare l’election day, accorpando elezioni europee, amministrative e referendum. Berlusconi ci tiene tanto a far sapere ai cittadini che lui comanda, ma poi ogni volta si piega sempre ai ricatti di Bossi”.
Le parole del presidente del comitato promotore dei referendum Giovanni Guzzetta: “Che si voti il 14 o il 21 giugno significa comunque che ci saranno 300 o 400 milioni di euro gettati dalla finestra. Noi siamo comunque pronti a fare i referendum in qualunque data. Toccherà alla maggioranza spiegare al Paese il perché di questo spreco”.
E poi il leader dell’Italia dei Valori Antonio Di Pietro: “Fissare il referendum in qualsiasi data diversa da quella del 6-7 giugno è una presa in giro, una truffa, oltre che un’azione di peculato politico”.
Queste le affermazioni di Silvio Berlusconi (ma che non cambiano assolutamente il modo di vedere le cose, spreco c’è e spreco rimane): “Gli sprechi? Li ridurremo al minimo indispensabile, andando con il ballottaggio. Ma la cifra è lontanissima da quella circolata di 400 milioni. Cercheremo di ridurre al minimo gli sprechi andando al voto nel giorno dei ballottaggi per le amministrative. Bisognava scegliere tra una cosa e l’altra, tutto il resto sono polemiche che veramente non mi toccano, la decisione di votare il 21 giugno è stata presa e spero che sia confermata stasera dall’ufficio politico del Pdl».”
Penso e spero che il mio sia un ragionamento “apartitico” ed accettabile da chiunque abbia un pò di “sale in zucca”, parlo a favore della cosa moralmente ed economicamente più giusta, ridurre i già tantissimi sprechi nella nostra nazione in cui tutti noi subiamo una pressione fiscale eccessiva, ed alla luce di questo altro episodio, del tutto ingiustificata!!!!
Ci sono persone nel nostro Governo che forse dovrebbero usare meglio la testa e rispettare di più gli italiani… io personalmente, da abruzzese e cittadino italiano, non mi sento rispettato. Non ho altre parole.
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